Chissà se determinati ricordi e questioni irrisolte si diano appuntamento per una determinata ora nella mia testa. Passare in orario notturno per la folla.

Mettendo da parte la premessa generale su mondi paralleli, ho sempre trovato complicato descrivermi.

Auto-plasmarmi con una tastiera e racchiudermi dentro lineette e curve ordinate che formano l'alfabeto usato per comunicare per iscritto.

In più, non saprei cosa scrivere.

Forse di continui sbalzi di umore.

Forse di come cerchi di comunicare, a volte, con i silenzi, che si finisce per lasciar correre, fraintendere.

E forse chi legge alla fin fine non ha ottenuto una descrizione,

forse solo un'idea generica dell'assenza di qualcosa di definito.

Magari cerco prima di conoscermi,

poi mi descrivo.

"C’è chi ti dice che non ti lascerà mai, e c’è chi, silenziosamente, non ti lascia.”

polveristellari:

«A volte bisognerebbe solo avere qualcuno accanto, che - dolcemente, senza creare il minimo rumore o spostamento d’aria - ci abbracci e si prenda le nostre emozioni, le nostre angosce e paure»

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